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giovedì 13 aprile 2017

Corsa notturna




Quadro raffigurante Pierrot detto Gilles
(Antoine Watteau, Pierrot detto Gilles)



Le nuvole ispaniche
ieratiche, armate di desiderio
oggi mi rammentano
le tue mani, abbassate e stanche,
il silenzio della perdita
e quanto è grande il mondo.
Era tutto diverso allora.
Tranquillo, forse un frammento
della strada ch'è ancora lì.
Non conoscevo tenerezza
Non il tuo volto
Non le parole taciute.
I sapori che avrei imparato,
i fantasmi, buoni
che mi avrebbero parlato.
Le storie, nate nella mia testa
traduzione difficile
inconscio che aspetta
la lunga corsa notturna
di un giovane pensante.

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mercoledì 5 aprile 2017

Muga



Raoul Dufy, Landscape, Villerville
(Raoul Dufy, Landscape, Villerville)



A volte il cielo è scuro
e accoglie un mattino
romantico a metà.
C'è gente che non parla,
ma scrive urlando;
e non è per me.

L'infanzia ai tempi miei
mostrava pace e fiori
insegnava umana civiltà;
anch'essa paura aveva:
di sconosciuti con le caramelle.

Il cielo di queste mattine
è oscurato da un sogno
che sta al di là della morte
dissacrando la vita.

Avrei voluto essere qualcuno
per insegnare al mondo
a giocare coi mughetti
Sotto una pianta maestra,
sferzare la fantasia naturale
forse crudele,
ma straripante di sole.



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venerdì 3 febbraio 2017

Vecchio scrigno



William Turner, Mortlake Terrace: Early Summer Morning
(William Turner, Mortlake Terrace: Early Summer Morning)




Incontro lei
duecento anni fa
verso la fine della sua vita;
Ma forse non lo sa.
Leggo nei suoi occhi
un sogghigno; ride di me
e del piccolo scrigno
che mi ha lasciato.
Ha maniere eleganti
ma non troppo.
Non capisce il mio accento
Non capisce di che le parlo
eppure, io la comprendo così bene!

Ho sempre amato le parole,
e le passeggiate umide
sotto gli alberi verdi.
Anche lei, e prima di me.
Sembra più vecchia
di come forse sarò io
alla sua età; che fatica
tener stretto il proprio idillio
preservarlo dagli uomini
così seri, a volte violenti.

"Come pensavi sarebbe stato?"
Non glielo domando.
Non se l'è mai chiesta, mi dico.
"Ti lascio ora"
e l'abbraccio.
Albeggia già
nel suo piccolo mondo.


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venerdì 20 gennaio 2017

Bassi profili






(Yves Klein, Anthropométrie)
(Yves Klein, Anthropométrie)


Sul tuo profilo
ho scorto una lacrima
che piano bruciava
ed estirpava
lunghi anni d'assenza.
La ruota gira e cambia
il volto fuori
il mondo dentro.

Pillole accecano i pensieri
pillole accelerano
gli occhi verso il cielo.
Non fermare il male
che prova il tuo corpo.
Non scordare
la tua vitale tristezza.
Mentre l'azzurro se ne va
oltre l'orizzonte.


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mercoledì 21 dicembre 2016

Femme Fatale



Andy Warhol, Flowers
(Andy Warhol, Flowers)



Si sa che per l'eternità
la strada traballa
e brucia in fretta.
Divampa un sorriso
e tante bolle di sapone
e ancora giravolte
piccoli saltelli 
in bilico, sempre.
Gli uomini che ti sopravvivono
ti amano Edie, lo sai?
Come se non ti avessero 
semplicemente abbandonata.
E quando le note che ispiri
giungono ai giovani che ignorano
essi ti scoprono ologramma giovane.
Anche le casalinghe annoiate
intonano storpiando le poesie per te.
Buffo no?
Non ti sei mai spenta,
e i tuoi quindici minuti
si ripetono da anni.
Sono il riflesso 
catturato da un gioco.
Un gioco breve
e fatale.



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lunedì 21 novembre 2016

Tanto tempo fa


Egon Schiele, Seated woman with legs drawn up
(Egon Schiele, Seated woman with legs drawn up)



Esci dalla stanza
Le finestre sono chiuse
il divano bianco e polveroso
ricorda in silenzio.
Ultimi sospiri
soffiano sul terrazzo.

Nessuno inventa nulla
senza pura e autentica
partenza.
Sono le farfalle
che sbattono le ali
per un giorno.
Danza che ruota attorno
parole di una malinconia
ripetuta, tanto tempo fa.

Vibra ancora quella voce
e il petto suo s'alza
sotto la seta bianca.
Nessuno rinasce
senza prima spegnersi.
Nessuno cresce
senza il concime delle lacrime.
Nessuno parla, insegna
senza vendita.

Perciò, tanto tempo fa
è qui con me.
Mi guarda, mi abbraccia
in un'altra lingua
mi rassicura
sul senso perduto.

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venerdì 18 novembre 2016

Il silenzio della piuma




Jean-Michel Folon, Le sacre du printemps
(Jean-Michel Folon, Le sacre du printemps)


Perdersi in un solo
unico sogno.
Carpirne, come nessuno,
ogni più nascosto gradino.

Girare e rigirare attorno 
colonne di cemento.
Vederne la superficie, liscia
e trovarvi piccole crepe.

Essere perfetti
nell'imperfezione dell'arte..
Perdersi l'anima
annientare i sensi
per udire meglio
il silenzio della piuma.

Vedere attraverso 
gli occhi dell'identità.
Non fiatare.
Non disturbare il genio.



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giovedì 3 novembre 2016

Rintocco d'eterno





C.D. Friedrich, Collina e campo arato vicino Desdra
(C.D. Friedrich, Collina e campo arato vicino Desdra)


Quando il cielo apre
le braccia alla notte,
e il canto della terra
accarezza il volto
freddo, e i miei passi
io sento i giorni
di un'altra vita
venire verso di me.

Anche se precipizi
e lacrime, han profanato
i suoi dolci rilievi
io posso sentire
il richiamo, un amore
sfogliato tra le pagine
d'un libro ormai antico.

Come ci parlano
i fantasmi
quando li teniamo
stretti, al nostro cuore.

La vita d'oggi
s'oscura, a volte
poiché soltanto
il rintocco, e il suo eterno
resta nell'animo.


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mercoledì 19 ottobre 2016

I tuoi sogni






William Turner, Autoritratto
(William Turner, Autoritratto)




Immerso in questo mare
Salato di perdite lievi
Soffice di nuvole uniche
Non vedo altro che balene
Cetacei giganti
Silenzi urlanti di sabbie
Mobili e insensate.

Immerso in questo vuoto
Pervaso da mille dubbi
Inquieto e solo
Mi domando: 
la luce della luna, 
perché non rischiara?
Dove sono le romantiche 
Immagini di veleni dolci
Umide foglie rosse d'acero
Unguenti per massaggi 
Dell'animo perduto?

Ora tu ti avvolgi di nero
E lo sposi, così giovane
E chiassoso il mio perché.
Ora tu sorridi
Guardi il sole
Dritto negli occhi
Che sono scuri di pece
Affamati della tua curiosità.

Ora tu mi stanchi 
Mi abbandoni sul divano
Di chiodi coperti di cuscini.
Ora io mi abbandono
Mi addormento nei tuoi sogni.


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martedì 27 settembre 2016

Cauti sussurri









Cariani, I musici
(Cariani, I musici)




Ricordo quando ti ascoltavo
Ascoltavo la melodia della tua voce
L'eco di zucchero dei tuoi dolori.

Non avevo alternative
Così chiudevo le palpebre
Per assaporarti.

La magia del mondo
Stava tutta lì,
un aereo silenzioso
in caduta libera
verso la vertigine.

E non importava
nemmeno a te
del mio canto.
Eppure quei singhiozzi
Quelle lievi dissonanze 
erano tutto quanto.

Ricordo quando ti ascoltavo
per ore, cercando di capirti..
Ma eri e sei così nascosto
tra le radici della magia.

Mangiavo magia
ogni perduto giorno
e le notti,
non erano altro
che cauti sussurri.


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lunedì 5 settembre 2016

Ignudo


(Michelangelo, Ignudo - det. Cappella Sistina)





Ti vorrei vedere
Come una statua di marmo
Granitica e silente
Antica e ignuda.
Un tuttotondo eterno
ingrugnito,
eppure liscio
Levigato.

Ti vorrei vedere tutto
Oltre il bianco
Immaginare il tuo sguardo
Oltre il corpo
Sognarne l'anima.

Ti vorrei rivedere
Di sfuggita
Seduto e velato
Che sfrecci via
Senza scorgermi.


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giovedì 25 agosto 2016

Farfalle sulle finestre

(Raffaello, Madonna Sistina, dett. Cherubini)



Sono ali di farfalla
che ti portano su
e poi giù per questa via..

Cerchi granelli di felicità
tra il cemento consumato
dal vento e dall'acqua
dai passi brevi della vita.

Sono ali di farfalla
ch'oggi ti sollevano
da terra volteggiando
soleggiando
e si trasmutano
in ricordi incartati.

Altre finestre
dai colori di speranza
di insoddisfatta pazienza
che s'affannano
ancora qui.

Farfalle sulle finestre
Sui picchi sporgenti
Sui cieli di panna.

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venerdì 15 luglio 2016

Basse danse






Sandro Botticelli, Primavera
(Sandro Botticelli, Primavera - part.)



La fantasia bella
che volava fino a Oriente
perdendosi in magiche magie.

Simboli sconosciuti
sbattevano ali d'avorio.
Le poesie
si scrivevano da sole.
I venti
sussurravano romanticismi
amori per morenti sospiri
erotici ventagli di foglie verdi
perversi squarci d'azzurro.

Tra gli alberi contorti,
gioventù al gusto di mare
senza pensare fosse proibito
senza sentirne il disperato peso.

La danza bassa bussa
Il silenzio diventa violino
Il passato risorge.


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mercoledì 6 luglio 2016

Fra il grano



Claude Monet, Campo di grano
(Claude Monet, Champ de blé)


Questa estate
cresce ai lati
e agli angoli della sera.
Perdona le passioni
appassite tra i ristagni
ove avvelenati s'immergono
gli ormai crepati sogni.

Questa estate
tardiva e bionda
mi riporta ai soli
tentativi di felicità.

E corre così piano
la vena tra le mani.
E mi arride finalmente
il pensiero d'un sasso
fra il grano.

Sorride una bambina
alienata nella sua piccina
profumata realtà.

Questa estate
che sussurra all'orecchio?
Nulla, come le onde
Tutto, come il silenzio.



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mercoledì 1 giugno 2016

Diadema








(Alfons Mucha, Estate)


Hai cercato
nelle maglie di rete nera,
l'azzurro tra il metallo.
Aspettavi la magia
della tua verde alba.

Hai spento le luci
hai portato la notte
con tutti i suoi sogni..
giovani tempi che saltavano
ridevano, si rincorrevano
e hanno lasciato il colore
rosso intorno agli occhi.

Hai legato un palo
intorno alla vita
che ti nasconde bene
al dolce profumato nuovo
che percorre le vie,
le strade, appena dietro la tua.

E suona ancora,
come nel cielo vibra il vento
Ed è perduto ancora
come nelle nuvole la pioggia
il tuo diadema di fiori.


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venerdì 22 aprile 2016

Brivido azzurro



Quadro espressionista di Dufy, cavaliere su cavallo bianco
(Raoul Dufy, Le Cavalier arabe)




Il potere, nelle mie mani
che lavorano l'aria
la modellano, la stringono
e la rendono zucchero.

Il potere, nei miei palmi
fa piangere il mondo intero
si dissolvono i nodi
in urli che s'alzano al cielo.

Il mio pensiero è incastonato
di orizzonti perduti
alberi verdi e rigogliosi
primavere che aspettano...

... i suoi singulti
i suoi gioiosi, azzurri desideri.




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domenica 3 aprile 2016

Il tempo perduto




Giovanni Boldini, Marthe Bibesco
(Giovanni Boldini, Marthe Bibesco)

Come lasciare andare
il tempo passato
quand'egli è catturato
dalle immagini musicali
di giovani e malinconici
occhi chiari
ciglia folte
pienezza di zigomi
guance e labbra?

Senza di lui
Non ci sono pianti,
piani visionari di finestre
aperte su magnolie in fiore.
Corse di bambini,
grandi camini spenti
statue di maestri.
Senza di lui
non c'è vita.

La bellezza è epoca
quando si dissolve
in cristalli che scivolano via:
lacrime perdute nel tempo.
Sfumati di sogni
i ricordi prendono la piega
di una gonna svasata
magra figura che volteggia
su se stessa.

Vedo passare i minuti
troppo in fretta
come una struggente
canzone corta
troppo corta
che si deve ripetere,
un'altra volta.

M'immergo nelle note
piene di ricordi
immagini che,
come un miracolo,
ritrovano il senso
in un vecchio sorriso.

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lunedì 7 marzo 2016

La tua magrezza



Disegno Gerda Wegener di una donna a Parigi
(Gerda Wegener, A snowy night at the Paris Opera)




Sei esile come un fiore
disperato, aggrappato
alla terra secca
che racchiude ogni pietra
di questo passato odoroso.

La tua divina magrezza
scrigno di una voce rauca
infinita fortuna
di seta scura
chioma morbida di capelli.

La tua indissolubile magrezza
urlo oltre il conformismo
poesia al di là del suono;
invade tutto il cielo
quel fracasso insensato.

Scoppia l'universo dentro te
si frantumano le stelle
già spente nell'illusione
della loro luce perfetta.

La tua magra bellezza
fianco per aggrapparsi
disperazione del temporale
che inzuppa la terra secca
dei tuoi esuli sussurri.

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giovedì 4 febbraio 2016

Navigare oggi

(John William Godward, Ragazza con drappo giallo)



Ricordi:
filamenti liberi
in prigioni invisibili.
Volo di cupe allegorie,
incauti automatismi
di cieli stellati.

Osservo nelle pozzanghere
gli ultimi suoni di vento;
perfezione incomprensibile.

Tuona il sentimento
rimbomba tra le tempie
del cuore malato.
Tutto il curato corpo
non si protegge
dalle bombe.

E tu mi chiedi d'essere
poesia chiara e semplice?
Già pieno di grida
è il navigare d'oggi.
Frasi di cose belle..
persino nel lutto
si parla ai bambini sordi.

Vorrei entrarti dentro
come un ago di medicina.
Salvarti, umanità!
Troppo alti questi desideri
per una pigramente distesa
a guardare la sua ombra.

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venerdì 8 gennaio 2016

Vero velato







Quadro donna con mantiglia nera
(Marie Laurencin, Ritratto della Baronessa Gourgaud con mantiglia nera)


Quanto tempo perso
piangendo il sale
delle parole ostili.
La breccia
delle spade acide.
Il silenzio
dei diritti perduti.

Quanto poco riso
s'appiattisce sotto
l'influsso superfluo
delle gioie.

L'arte chiama,
Eco soltanto
le risponde.
E chi pagherà
quel debito
d'oro rosso?

Si sfilaccia il petto
come piume
di un'oca spennata.
S'inginocchia il perfido
peso d'annata.

Così io conosco il vero,
velo d'una vita incantata.



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