martedì 31 luglio 2012

Fantasia di mezza estate



Venezia N.4, Vasilij Kandinskij
(Venezia N.4 Vasilij Kandinskij)



Una leggera brezza
Si spande e allevia 
Il fumo dei giorni
Grigi e spigolosi.
Un fiore
Da mangiare
Zuccheroso
Un guardare operoso
Attraverso le lenti
Dormienti
Abbracciati e calmi
Come mai bionda fu
Sul divano
Nel salotto romano.

Dammi la tua mano
Per levarti la fede
E guidarti 
Nei miei mondi di carta, 
Di giochi e parole
Di quell’amore
Che mai sono riuscito a donare.

Guardami dietro lo scontrarsi
Dei miei difficili affetti
Perfetti
Quando tramuterai 
Le mie prolisse discese
In un semplice gesto
Ancor arroccato
Su di un pungitopo.

Sei lilla
Come il campo di lavanda
Troppo lontano…
Ti raggiungerò
Per strapparti la colpa
E renderti gioiosa
Come tu sei
Sui tacchi
Rumorosi e ansiosi
Di vedere ciò che ancora
Noi ciechi ignoriamo.

Siamo simili e impossibili
Distanti e amici
Vincitrici
Le dilette avversità
Che congiungeranno
I nostri astri
Salmastri
Come una foto
Scattata a Venezia
O mia grazia.

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sabato 21 luglio 2012

Il piegarsi delle cime





(William Trost Richards, Coast with Sailboat, Newport)




Ci sarà un secondo
In cui le cime si piegheranno
E allora non saremo più così lontani.
Guarda le onde di questo mare
Il loro schiantarsi soave e incontrollato.
Ti sorprenderai.

Crima sul palco, 7 luglio 2012

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(Articolo Giornale di Merate, 17 luglio 2012)

Ci sono sfide che per il solo fatto di essere combattute contro se stessi paiono impossibili da vincere.
A volte servono le parole dure di un’amica per renderci conto delle nostre debolezze.
“Io mi vergogno di leggere le mie poesie davanti agli altri” … e poi scoprire che è l’emozione che si è sempre cercato. Le nostre azioni alimentano la sorprendente macchina della vita. Vorrei potesse essere sempre così: le note di una musica amata che sciolgono tutti i dubbi, le coincidenze che rapide ci regalano le conferme che stavamo aspettando. Atre volte la miglior arma è la pazienza, quella dell’aspettare che i frutti del nostro lavoro siano maturi. Ma ora so che sto percorrendo la strada giusta, e prima o poi arriverò alla meta.

lunedì 9 luglio 2012

Il girasole 🎵



Quandro van Gogh girasoli
(Vincent van Gogh, Vaso con tre girasoli)


Fosse semplice guardare il sole
Arsi dalla natura
Prosciugati dal picchiare incessante
Dell’unico motivo di vita.
Fosse così facile
Affondare le radici nella terra
Succhiarne la linfa
Penetrare l’infinito.

Fosse così amato
Il mio animo
Come dal sole l’estate …
Quando mi sono svegliata
Ho scoperto che il fiorire
Sfuma in un giorno.

Or si volta verso di me
Nella notte
Come se la vita
Gli arrivasse dalla luna.
Io cammino nel silenzio,
A piedi nudi,
Nel silenzio.
Domani spunterà il giorno
E il chiasso confonderà le mie idee.
Sentirò un profumo di gioia
Dietro di me
Un passo,
Dietro di me.

E intanto il girasole dorme
A occhi aperti
Nella sera tarda e stanca.


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sabato 7 luglio 2012

Ritorno di Pasqua



(V. Van Gogh, Ulivi)

Angeli annientano il dubbio
dell’ignoto karma.
Fiori anonimi gettati a terra
raccolgono le parole
mai pronunciate.
Musica s’annienta di note
udite dai vetri e dalle sottane
e libera e divora
i canti d’inferno e magia.