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Velluto dolce

Crima sul palco, 7 luglio 2012

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Articolo Giornale di Merate, 17 luglio 2012
(Articolo Giornale di Merate, 17 luglio 2012)

Ci sono sfide che per il solo fatto di essere combattute contro se stessi paiono impossibili da vincere.
A volte servono le parole dure di un’amica per renderci conto delle nostre debolezze.
“Io mi vergogno di leggere le mie poesie davanti agli altri” … e poi scoprire che è l’emozione che si è sempre cercato. Le nostre azioni alimentano la sorprendente macchina della vita. Vorrei potesse essere sempre così: le note di una musica amata che sciolgono tutti i dubbi, le coincidenze che rapide ci regalano le conferme che stavamo aspettando. Atre volte la miglior arma è la pazienza, quella dell’aspettare che i frutti del nostro lavoro siano maturi. Ma ora so che sto percorrendo la strada giusta, e prima o poi arriverò alla meta.

E credo che sia importante ringraziare le persone che mi stanno accompagnando e sostenendo in questo cammino. E di persone ne devo ringraziare tante. Le mie amiche Eleonora e Patrizia che si sono “messe in sciopero” quando mi sono rifiutata di leggere una mia poesia in una serata importante. Una vecchia amica d’infanzia ritrovata, Jenny, che mi ha dato fiducia e mi ha voluto regalare un’opportunità. E prima ancora, la mia omonima Cristina, che mi commissiona poesie per gli altri e la professoressa Fumagalli che mi consiglia come declamarle. Ma più di ogni altra cosa devo ringraziare il filo degli eventi che mi ha condotta sul palco, in una serata magica.

Anche in un piccolo paese possono succedere cose sorprendenti. C’è bisogno però di un pianoforte e di un pianista. Di un palco gremito di fiori e simpatia. Della voce angelica di una giovane soprano e della disarmante tenerezza delle ballerine.
Avvolta dall’atmosfera, non vedevo l’ora che arrivasse il mio momento. Non aveva più importanza la paura del giudizio degli altri… il dubbio che le mie parole potessero non essere vera poesia, che il mio presentarmi come scrittrice potesse non rispecchiare la realtà. L’unica cosa importante era diventato “esserci”, in quel posto preciso, in quel preciso momento. E allora le mie poesie sono state davvero il mezzo per comunicare quel che sono. E la mia sfida è stata vinta.

Sono passate due settimane dalla serata “Arte e Fede”, magistralmente organizzata dalla Pro Loco di Robbiate, e il ricordo è ancora vivo in me. Mi sembra di udire i tasti del pianoforte che riproducono “La dispute”, tratto da “Le fabuleux destin d'Amélie Poulain” che mi accompagna spesso mentre scrivo.
Capita che il destino ci dia segnali dolci, come uno sguardo innamorato, come il profumo di zucchero che riempie il “Mondo dietro al mondo”.

Aspettavo il momento giusto per condividere sul blog l’esperienza della partecipazione a “Arte e Fede”.
È arrivata in questa serata estiva e leggermente piovosa, dopo un’intensa chiacchierata con Irene, la mia prima sostenitrice,
che mi aiuta, in tutto.

È bello credere che il “Mondo dietro al mondo” sia davanti a noi, è bello pensare di poter essere i veri creatori della nostra realtà.

Commenti

  1. Leggo ora queste righe.... Noi con le buone o con le "cattive" ti sosterremo sempre e ti sproneremo quando ne avrai bisogno!
    In un mondo così buio c'è bisogno dell'arte per poter sorridere anche "solo" di fronte ad un palco fiorito...
    Good luck my ROCKSTAR!!!
    your LOVE

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