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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Saggia Madre

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(Giovanni Segantini, L'angelo della vita) I l nascosto poeta morto è come una coperta che calda accarezza un minuto e poi tirata viene via per finire nella mondezza. Soavi parole di crudeltà tingono di seppia la sua opera infelice.. incompleta ricerca del sapere, seme senza terra pagine mordicchiate e gettate in un mondo orfano di passato. Il vero e virtuale soggiorno nelle ore occupate di veglia dipinge l'uomo di acquarelli. Colori di pazzo ozio Disprezzano l'arcaico lavoro. Fumi trasparenti uccidono la nostra vita ci fanno credere splendenti quando lo splendore da che il tutto vive è per pochi. Umile saggia madre che conosce tutto, Umile saggia madre venga ad abbracciarci. Saggia Madre by Maria Cristina Cireddu is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License . Permissions beyond the scope of this license may be available at http://leparoledicrima.com .

Inumano

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( Vanna Lancini , Combatte da sola) A ddolora come Lo specchio del cuore E la civiltà tutta S'asciughino il sudore Con numeri di morte. Affogate anime, Povere bestie Stipate di sporco, Riempiono di sangue Il mare. Or tu vedi uno sguardo implorante E digiti i numeri dei buoni Lenendo per bene la tua coscienza. Or tu sollevi l'orgoglio Dissacrando una bandiera Che la moda ha strappato. L'uomo inumano È polvere grigia Di una battaglia nel vento. Lascia cadere nell'acqua Le pietre migliori: Senza conoscerle Non fa male. Inumano by  Maria Cristina Cireddu  is licensed under a  Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License . Permissions beyond the scope of this license may be available at  http://leparoledicrima.blogspot.com .

Rami storti

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(Hans Andersen Brendekilde, Springtime - The first anemones) O gni volta che alzo lo sguardo vedo una distesa di dolci succulenti, inviti. Fatti di pensieri infruttuosi di macigni gustosi essi stuzzicano il mio pensiero. Ogni volta che poso lo sguardo in fondo a questo schermo rimpiango la mia natura di tulipani fiorita. Eppur vi trovo, tra le righe, pozzi di sapienza nei quali bere.

Mostro rosa

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(Jean Broc, La morte di Giacinto) U n mostro dalle unghie rosa graffia le vecchie pareti d'uno sfarzoso obelisco. Ciò che si sperava finito torna nelle piazze, in silenzio. La libertà fa paura. La libertà non si fida di se stessa.