sabato 22 settembre 2012

Il bicchiere d’acqua





Quadro impressionista citato nel film Il favoloso mondo di Amélie Poulain (Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri)
(Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri)



Come se non esistessi
Bevo
E la gente intorno a me
Vive
Sto pensandoci
Forse.

Tutto questo chiasso
Di parole conosciute
Semplici e rassicuranti
Come il silenzio di un amico
Mi avvolge
E mi lascia distante
Nei miei luoghi preferiti.

Vorrei ridere
Come gli altri
Nelle loro giornate storte
Stanchi delle loro piccole fughe
Ma legati all'apparenza
Come un gatto equilibrista
Su un filo rotto.

I miei occhi ti cercano
Caldo e lontano
A un soffio di freddo
Un eco che sta urlando.

Il valzer mi solleva
Mi fa danzare
Il cuore.

Forse lo sono
Un’ultima volta
Sola e insieme
Nel paradosso delle scelte
Nostre, ma solo a metà.



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lunedì 17 settembre 2012

Il tramonto a settembre





(V. Lancini, Dalla campagna)
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Questa è l’ora che preferisco
E ti preferisco oggi
Lieve, rossastro
Dietro innocue e vacue nubi.
Mi volto
Immagino il tuo sguardo
Sui miei capelli scuri.
Sei così dolce oggi,
Nella tua ultima ora.

venerdì 14 settembre 2012

Asina Vergogna






(Vanna Lancini, Filtro di Luce)
www.vannalancini.com


Vi diranno
mia eterna Musa
che la fragilità vi oscura
e vi rende asina per la vergogna.


Sottili parole giacciono
sulle vostre invenzioni capestri,
s’attorcigliano nella loro stessa povertà
rendendovi ancor più dubbiosa.



Non temete, vi dico
poiché arriverà l’esperto momento
a svelare i geroglifici.
A lui spetterà
un lavoro lento e faticoso.
Illuminato da una fioca lampada
tra i singhiozzi di luce
scoprirà l’essenza dell’arte.


Vi sono arti, vi dirà
che giocano con il corpo,
altre che amano lo spirito.
Vi è l’arte dei controsensi
e un mescolare dallo strano sapore
che giunge fino agli occhi.


Ogni arte, vi svelerà
è presunzione
poiché desidera che il tutto
prenda forma dal nulla.
Solo attraverso le mani
senza l’uso delle parole.
O vero usi le parole
senza bisogno delle mani.
O ancora navighi 

attraverso due corpi
senza null’altro.


Vorrei anch’io esser dotto
mia eterna Musa
per conoscere il vostro fare,
sapere se anche a voi 
commuove
portandovi alle stelle.
Vorrei assaggiare
le vostre più profonde arti
per trasmutare la presunzione
nel soffice riposare
che bacia la vostra bellezza.

Vorrei farvi mia
eterna Musa
ma sono asino per la vergogna
accecato dal buio della mia fragilità.


Eppure la mia libertà più grande
sta dentro quella prigione

che ci mescola
ci porta fino ai nostri sguardi
ci canalizza in un mondo ascetico
e crea arte
nel modo più assurdo.



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giovedì 6 settembre 2012

Aria d'agosto





Quadro astratto in onore a Kandinsky
(A. Gockel, Homage to Kandinsky)



Gli anni passano
Come le note di una canzone
Chi la canterà per te?
I segreti a volte sono così nascosti
Da poterli raccontare in mille modi
Come una conquista lenta
In giorni pigri di sabbia.
Sotto un ombrellone azzurro
Come l’oceano di cui ti parlai
Per ore e ore
Tu così diversa
Mi hai amata.

La tua spensierata gioia
Mi riempie e avvolge
Come le lenzuola
Di un letto sfatto
Come la finestra
Aperta sulla sala
Teatro della tua vita.

Potrei ripetere le parole
Di quella canzone
Fino allo sfinimento
Fino al momento
In cui i tuoi occhi
S’innamoreranno ancora.

Gli anni passano
E la vita è così uguale
E così diversa
È così intensa e dispersa
Eppure così semplice
Quando non ci sono regole
Per volersi bene.

Ricorda di respirare
E d’osservare
La sensibilità nascosta
Dei tramonti e del mare.

Gli anni passano
Una volta non c’eri 
E ora mi fai respirare.
Gli anni passano, 
oh aria.. cosa porteranno?
Tulle bianco 
O giri per il mondo
Dietro al mondo
Quello in cui sei voluta entrare
Per scoprire la mia penna d’argento.

Un momento
Ancora nostro
Un respiro
Un boccolo bagnato
Un modo tutto tuo
Un saluto solo
Fino a domani.

Music credit: Tyufyakin Konstantin


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