venerdì 24 maggio 2013

Nuovi giorni






Giuseppe Giorgi, Fiori alla finestra
(Giuseppe Giorgi, Fiori alla finestra)




E all'improvviso 
Come un rivolo asciutto
Sedotto dalle nuvole
Che d'agosto 
S'abbandonano a un pianto,
Così la penna appuntita 
Dal passato torna
A bagnare d'inchiostro
La pagina vergine.

Ciò che amasti scrivere
Ancora ansima di sonno
E stamani giunge
Sul velluto di papiro.

E all'improvviso 
Il pasto non pesa più
Divenuto è
Nutrimento del dì
Cosciente e presente
Di giocoso sole di sogno.

Il fascino ha nuovi occhi
Ancora chiusi e sconosciuti
Che giungeranno
In un pomeriggio d'autunno.

E all'improvviso
Il cammino scorgerà il podio
Quando scatterà la rincorsa
Ai giorni diversi.


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domenica 12 maggio 2013

Arte come amore





(G. Klimt, Il bacio)


L’arte, come l’amore
Posa le sue radici nel silenzio
E cerca lo specchio che l’accolga.

Come il grembo è silenzioso
Così i quadri sono muti.

giovedì 2 maggio 2013

La strada






(W. Mac Mazzieri, Grigie fantasie di un cavaliere notturno)



Se i fiori si potessero inventare
Con un sussurro
O il rumore di zoccoli sull’asfalto..
Se i fiori si potessero spedire
Con un soffio
O lo strofinar di barba sul tuo viso..

venerdì 19 aprile 2013

Départ





(P. Picasso, Arlecchino pensoso)

Fuggir vorrei
Da questo gioco di cuore
Che distorce i sogni.


Femmina bisbetica, eretica
In trappola cade
Quando di dolci lodi
E fiaccole perverse
Le si riempie il camino.


venerdì 12 aprile 2013

Intonando pensieri






(V. Lancini, Nella bruma)
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Se solo io potessi
intonare l’amara salvezza
selvaggia tra i boschi antichi.
Usignolo di agrodolce sentimento
tra le campagne d’una terra straniera!
Invece
come rivoli di sangue
poso i miei umori
sulla carta stracciata.


Se solo io potessi
intonare i pensieri rumorosi
o inventare canzoni
d’autore innamorato.
Gabbiano sopra un lago
mai assaggiato
insieme all’azzurro!
Ho inchiostro di burro, 
tra le mani.

Partirò per i prossimi tempi
Obbligata dai silenzi d’anima.
Il volo sarà il mio mezzo e so:
ciò che si scrive, vive.
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martedì 19 marzo 2013

Cuori omertosi





(G. Klimt, L'albero della vita)

Cordata d’uccelli in volo
Che planano in questa notte
Stellata e bianca.
Di meteore infuocate
paiono inondati
I nostri cuori omertosi!

giovedì 14 febbraio 2013

Lillà



(V. Van Gogh, Campo di lillà)

Io miserabile
Ti rivedo luccicante
Magnifica dentro di me
Non m’annoi mai.
Sei una primavera
Nascosta da fiori lilla
Che petalo su petalo
Colorano una mattinata stanca.
Sto seduto qui, in silenzio
So che ti sentirò,
Persino nel mio ozio.

T’ho supplicato
Di lasciarmi andare
Mentre i cristalli nel petto
Facevano il solletico.
T’ho supplicato
Di lasciarmi andare
E ora t’ascolto mugolare
Solo un minuto
Perderti tra le rocce
E crollare
Per i precipizi d’amore.


Non c’è nessun posto
Dove vorrei stare
Se non da te
E da quei tuoi volteggi lilla
Nel cielo freddo.
E l’argento tra i mattoni
I sassi d’arte
E le piccole illusioni d’argento.
Solo tu mi puoi leggere
Morbida pioggia di coccole
Parigine.


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lunedì 3 dicembre 2012

Sur le fil






(J. Mirò, Blue III)


Sono in punta
In punta di piedi.
Ricerco sempre
Le stesse note:
Mi ripotano a casa.
Come un acrobata sul filo
Mi sento bene
Nel mio sottile spazio
E son solo
Fino alla meta.
Son solo.
Applausi m'attendono
Ma io vivo sull’invisibile
E non li sentirò.

giovedì 15 novembre 2012

Felinando





(P.A. Renoir, Le Garçon au chat)

Salti su e giù
da questo quadrato di stelle.
Sento il tuo ruvido gorgogliare
nell'acqua piovana.


Creatura dagl'occhi tondi
e profondi
come l'autunno
in un giorno caldo,
osservi una realtà
strappata, graffiata, rossa.



Ti sento parlare
con voce che si strofina
nel mio quotidiano.
Ti chiamo
e tu muti il tuo vociare
in monosillabi giocosi.
Pensosi i tuoi sguardi
al di là di vetri opachi
curiosi del via vai di corte.

E mi chiedo cosa pensi
quando mi guardi.
E mi chiedo cosa pensi
quando mi cerchi.
Sei un morbido angolo
fintamente candido
consolatorio di giorni grigi
affettuoso nei modi felpati.

Mi dormi affianco
e mi scaldi
piccolo essere
di baci rosa
di mordicchi avorio
di sogni misteriosi.

Salti su e giù
come se la casa
fosse una foresta
e i giochi una tempesta
di semplici emozioni.

Creatura di occhi ambrati
di lunghe zampe perfette
di tappeti bianchi e bruni
di tesori nascosti e ritrovati.

Accoccolati tra le mie braccia
altro non desidero
che il tuo rilassante fusare.

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mercoledì 24 ottobre 2012

La pianta di Venere



(P. A. Renoir, Baigneuse)


Le navi che attraversano me
suonano canzoni di passaggio
cantano rintocchi
mi parlano con parole nuove
che già conosco.
Le avventure che mi raccontano
annegano, divampano, serpeggiano
saltellando ogni gradino
tra immagini nascoste.

giovedì 4 ottobre 2012

Amletismo



Quadro d'arte Claude Lorrain, Paysage avec Tobias et l'ange
(Claude Lorrain, Paysage avec Tobias et l'ange)



I sogni sono una nuvola
Vera e presente
Mutevole
Se pur lo ignoriamo.
Come un fanciullo
Che guarda il cielo
Vediamo i lindi disegni
Or muoversi
Per la prima volta.

I sogni ci portano
Sul bianco cuscino
Soffice e arrendevole
Adornato d’amari argini
Che precipitano sulle stelle.

I sogni pungono
E ci guardano
Freddi e ciclici
Dietro al viso giallo
D’illusione.

I sogni sono
Ciò che ci nasconde
Ci fa viaggiare
E vivere
Sulla Terra
Di fatti e rumore.

Danzerò su una stella
Che non brilla
Si spegne e muore
Implosa in un dì.

I sogni sanno di silenzio
Di quiete
Di cibo di mare
Di passato dubbio.

Volteggerò per l’universo
Che non parla già più
S’è chiuso ancora
Dentro di me.

I sogni tornano
Per raccontare di noi
Anche quando nessuno
Li vuole più ascoltare.

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sabato 22 settembre 2012

Il bicchiere d’acqua





Quadro impressionista citato nel film Il favoloso mondo di Amélie Poulain (Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri)
(Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri)



Come se non esistessi
Bevo
E la gente intorno a me
Vive
Sto pensandoci
Forse.

Tutto questo chiasso
Di parole conosciute
Semplici e rassicuranti
Come il silenzio di un amico
Mi avvolge
E mi lascia distante
Nei miei luoghi preferiti.

Vorrei ridere
Come gli altri
Nelle loro giornate storte
Stanchi delle loro piccole fughe
Ma legati all'apparenza
Come un gatto equilibrista
Su un filo rotto.

I miei occhi ti cercano
Caldo e lontano
A un soffio di freddo
Un eco che sta urlando.

Il valzer mi solleva
Mi fa danzare
Il cuore.

Forse lo sono
Un’ultima volta
Sola e insieme
Nel paradosso delle scelte
Nostre, ma solo a metà.



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lunedì 17 settembre 2012

Il tramonto a settembre





(V. Lancini, Dalla campagna)
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Questa è l’ora che preferisco
E ti preferisco oggi
Lieve, rossastro
Dietro innocue e vacue nubi.
Mi volto
Immagino il tuo sguardo
Sui miei capelli scuri.
Sei così dolce oggi,
Nella tua ultima ora.

venerdì 14 settembre 2012

Asina Vergogna






(Vanna Lancini, Filtro di Luce)
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Vi diranno
mia eterna Musa
che la fragilità vi oscura
e vi rende asina per la vergogna.


Sottili parole giacciono
sulle vostre invenzioni capestri,
s’attorcigliano nella loro stessa povertà
rendendovi ancor più dubbiosa.



Non temete, vi dico
poiché arriverà l’esperto momento
a svelare i geroglifici.
A lui spetterà
un lavoro lento e faticoso.
Illuminato da una fioca lampada
tra i singhiozzi di luce
scoprirà l’essenza dell’arte.


Vi sono arti, vi dirà
che giocano con il corpo,
altre che amano lo spirito.
Vi è l’arte dei controsensi
e un mescolare dallo strano sapore
che giunge fino agli occhi.


Ogni arte, vi svelerà
è presunzione
poiché desidera che il tutto
prenda forma dal nulla.
Solo attraverso le mani
senza l’uso delle parole.
O vero usi le parole
senza bisogno delle mani.
O ancora navighi 

attraverso due corpi
senza null’altro.


Vorrei anch’io esser dotto
mia eterna Musa
per conoscere il vostro fare,
sapere se anche a voi 
commuove
portandovi alle stelle.
Vorrei assaggiare
le vostre più profonde arti
per trasmutare la presunzione
nel soffice riposare
che bacia la vostra bellezza.

Vorrei farvi mia
eterna Musa
ma sono asino per la vergogna
accecato dal buio della mia fragilità.


Eppure la mia libertà più grande
sta dentro quella prigione

che ci mescola
ci porta fino ai nostri sguardi
ci canalizza in un mondo ascetico
e crea arte
nel modo più assurdo.



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giovedì 6 settembre 2012

Aria d'agosto





Quadro astratto in onore a Kandinsky
(A. Gockel, Homage to Kandinsky)



Gli anni passano
Come le note di una canzone
Chi la canterà per te?
I segreti a volte sono così nascosti
Da poterli raccontare in mille modi
Come una conquista lenta
In giorni pigri di sabbia.
Sotto un ombrellone azzurro
Come l’oceano di cui ti parlai
Per ore e ore
Tu così diversa
Mi hai amata.

La tua spensierata gioia
Mi riempie e avvolge
Come le lenzuola
Di un letto sfatto
Come la finestra
Aperta sulla sala
Teatro della tua vita.

Potrei ripetere le parole
Di quella canzone
Fino allo sfinimento
Fino al momento
In cui i tuoi occhi
S’innamoreranno ancora.

Gli anni passano
E la vita è così uguale
E così diversa
È così intensa e dispersa
Eppure così semplice
Quando non ci sono regole
Per volersi bene.

Ricorda di respirare
E d’osservare
La sensibilità nascosta
Dei tramonti e del mare.

Gli anni passano
Una volta non c’eri 
E ora mi fai respirare.
Gli anni passano, 
oh aria.. cosa porteranno?
Tulle bianco 
O giri per il mondo
Dietro al mondo
Quello in cui sei voluta entrare
Per scoprire la mia penna d’argento.

Un momento
Ancora nostro
Un respiro
Un boccolo bagnato
Un modo tutto tuo
Un saluto solo
Fino a domani.

Music credit: Tyufyakin Konstantin


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giovedì 30 agosto 2012

Miraggio di pellegrino




Quadro di Francesco Hayez, Miraggio di pellegrino
(Francesco Hayez, Il Bacio)


Siedo a un palmo da terra
Su un gradino grigio
Che ricorda il marmo
E ti guardo negli occhi.
Vorrei chiederti dove senti
Quel che provi.


Stendo le gambe
Verso il soffitto
Per farle più leggere
E ti parlo dei miei sogni.
Potrei volare
Me ne accorgo
Quando col pensiero giungo
Al loro avverarsi
E agrodolci stelle
Risalgono e si spandono
Penetrandomi il petto.


Ma ci vuole coraggio
Il coraggio di un raggio
Di un raggio di sole.


Chi assaggia il mare
Non vede le pozze
Nella foresta …


… C’è una grande festa
Attorniata da giostre
Mostruose, tanto chiassose
Da bucare i timpani
Baracconi e burattinai …
Li osservo già lontani.


Mi avvicino come un gatto
Ruffiano e caldo
Per posarmi sulle tue labbra.
Ti chiedo il silenzio
E torno sul mio gradino di marmo.


Vorrei cantarti la canzone
Che svela i segreti d’alcova
Come il sottile sussurro
Dell’arco che la evocava.
So che somiglia alla tua
Come il miraggio
Di due pellegrini
Dalla parte opposta del deserto.


La gioia è quel miraggio
Creato dai nostri sguardi
Come un bacio fine a se stesso.


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mercoledì 15 agosto 2012

Morso di genio all'alba



Primo quadro impressionista della storia
(Claude Monet, Impressione, levar del sole)



Avvinghiato a una nuvola
Dentro il cielo grigio
Cala il silenzio.
I desideri scivolano
Sulla tavolozza azzurra
Come un sogno,
Un sogno impossibile.


Agisce in me
Acceso da una scossa
Un animo diseguale
Che frena l’idea.
I pensieri 
Dissipano la realtà
Che sfugge dalle mie mani
Si posa su questo foglio bianco
Che sa d’argilla.
Agita i miei occhi stanchi
E poi s’annida su un letto
Di spine
Che non so sciogliere.
Il benessere 
È racchiuso in un gemito
Soffocato.
E io ho ancora fame
Di vita, d’illusione
Che distorta fra le mie fantasie
Dorme.


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martedì 31 luglio 2012

Fantasia di mezza estate


(Canaletto, Il ponte del Rialto, Venezia)


Una leggera brezza
Si spande e allevia 
Il fumo dei giorni
Grigi e spigolosi.
Un fiore
Da mangiare
Zuccheroso
Un guardare operoso
Attraverso le lenti
Dormienti
Abbracciati e calmi
Come mai bionda fu
Sul divano
Nel salotto romano.

sabato 21 luglio 2012

Il piegarsi delle cime





(William Trost Richards, Coast with Sailboat, Newport)




Ci sarà un secondo
In cui le cime si piegheranno
E allora non saremo più così lontani.
Guarda le onde di questo mare
Il loro schiantarsi soave e incontrollato.
Ti sorprenderai.

Crima sul palco, 7 luglio 2012

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(Articolo Giornale di Merate, 17 luglio 2012)

Ci sono sfide che per il solo fatto di essere combattute contro se stessi paiono impossibili da vincere.
A volte servono le parole dure di un’amica per renderci conto delle nostre debolezze.
“Io mi vergogno di leggere le mie poesie davanti agli altri” … e poi scoprire che è l’emozione che si è sempre cercato. Le nostre azioni alimentano la sorprendente macchina della vita. Vorrei potesse essere sempre così: le note di una musica amata che sciolgono tutti i dubbi, le coincidenze che rapide ci regalano le conferme che stavamo aspettando. Atre volte la miglior arma è la pazienza, quella dell’aspettare che i frutti del nostro lavoro siano maturi. Ma ora so che sto percorrendo la strada giusta, e prima o poi arriverò alla meta.

lunedì 9 luglio 2012

Il girasole 🎵



Quandro van Gogh girasoli
(Vincent van Gogh, Vaso con tre girasoli)


Fosse semplice guardare il sole
Arsi dalla natura
Prosciugati dal picchiare incessante
Dell’unico motivo di vita.
Fosse così facile
Affondare le radici nella terra
Succhiarne la linfa
Penetrare l’infinito.

Fosse così amato
Il mio animo
Come dal sole l’estate …
Quando mi sono svegliata
Ho scoperto che il fiorire
Sfuma in un giorno.

Or si volta verso di me
Nella notte
Come se la vita
Gli arrivasse dalla luna.
Io cammino nel silenzio,
A piedi nudi,
Nel silenzio.
Domani spunterà il giorno
E il chiasso confonderà le mie idee.
Sentirò un profumo di gioia
Dietro di me
Un passo,
Dietro di me.

E intanto il girasole dorme
A occhi aperti
Nella sera tarda e stanca.


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sabato 7 luglio 2012

Ritorno di Pasqua



(V. Van Gogh, Ulivi)

Angeli annientano il dubbio
dell’ignoto karma.
Fiori anonimi gettati a terra
raccolgono le parole
mai pronunciate.
Musica s’annienta di note
udite dai vetri e dalle sottane
e libera e divora
i canti d’inferno e magia.